Vivere all’estero: un salto nel buio?

Quello di trasferirsi all’estero non deve essere considerato solo un grande atto di coraggio. Ciò che accomuna le persone che hanno deciso di andarsene dall’Italia è il fatto di essere stati protagonisti di una importante presa di coscienza nei riguardi del proprio essere.

 

 

 

 

Si tratta di un risveglio interiore simile a quello che avviene in coloro che prendono la decisione di cambiare la propria religione di nascita, proprio quella religione professata dai genitori, parenti, vicini di casa, concittadini, connazionali. Una decisione presa dopo essersi domandati: “Per quale motivo io professo questa specifica fede? Solo perché sono nato in un luogo dove tutti fanno questo?”

 

Allo stesso modo sono molti gli expat che prima di trasferirsi all’estero si erano domandati: “Perché vivo in questa nazione? Solo perché il caso mi ha fatto nascere qui?”

 

L’importante interrogativo non germoglia dal nulla. Sono infatti gli episodi e le circostanze che scatenano le domande nodali. Non è raro che chi ha avuto la possibilità di viaggiare all’estero anche per una breve vacanza si sia poi chiesto: “Bello qui, ma potrei veramente viverci un giorno?”

 

Ed in effetti sono milioni oggi le persone nel mondo che hanno risposto SI a questa domanda ed ora vivono in un paese diverso da quello in cui erano cresciuti. Si tratta di ragazzi, ragazze, uomini e donne che oggi studiano, hanno un lavoro e si sono creati la propria famiglia.

 

Ma in che maniera è stata presa la decisione sulla destinazione finale e sul paese nel quale emigrare? Sono purtroppo pochi coloro che scelgono il luogo in cui trasferirsi in seguito ad una seria disamina di tutti i più importanti aspetti che volenti o nolenti influiranno sulla loro vita futura. Sono davvero poche le persone che analizzano seriamente la situazione della nazione in cui emigreranno.

 

Per tutti gli altri, l’origine della decisione avviene in maniera più istintiva. Il meccanismo con il quale spesso si decide di trasferirsi in un paese piuttosto che in un altro è davvero illogico e non è facile da decifrare. Si arriva alla conclusione attraverso un ragionamento non del tutto realistico e concreto: si subisce l’effetto di una sorta di alchimia simile a quella che ci rende innamorati di una persona piuttosto che di un’altra. Non si tratta quindi di un ragionamento equilibrato, prudente e riflessivo, ma di un atto che spesso trasforma un trasferimento all’estero in un vero salto nel buio. Il fatto è che quando finisce l’innamoramento, ciò che rimane sono l’insieme di aspetti che non si erano considerati in precedenza. E se si è sfortunati si potrebbe trattare di aspetti negativi. In molti sono finiti a vivere in nazioni ad alta incidenza di criminalità, o in regioni colpite da devastanti uragani, o in paesi con scarsi livelli di tutela dei diritti civili, ecc..

 

La cosa più importante quindi è quella di analizzare con pazienza e cura gli aspetti più importanti dei vari paesi del mondo. Una ricerca non sempre facile e immediata, ma sicuramente stimolante ed appagante.

 

Tuttavia anche per i meno riflessivi, accorti e saggi, l’espatrio rappresenta certamente un’indimenticabile avventura. Molte volte è la cultura di un popolo a fare la differenza. Cultura intesa come modo di intendere la vita. In un paese estero il modo di vivere e di intendere la vita è anche molto diverso da quello a cui si è abituati. Ciò nonostante, la realtà dei fatti è che una cultura straniera è a volte anche più adatta alla nostra personalità e ai nostri atteggiamenti verso la vita, rispetto a quella del nostro paese natale. Fuori dalla nazione in cui siamo nati, esistono diversi modi di fare le cose, ci sono nuovi codici sociali e affascinanti tradizioni da assorbire e rendere proprie.

 

Sono tutte queste novità a rendere la nuova vita all’estero un’esperienza che ci arricchisce, perché costringe ad adattarsi a cose che prima erano insolite se non addirittura sconosciute. Quasi senza rendersene conto si impara ad essere più indipendenti ed aperti a sfide che un tempo si sarebbero considerate terrificanti.

 

Potrebbe sembrare banale, ma questo aspetto è proprio quello che per molti è il più gratificante: vivendo all’estero si ha l’opportunità di crescere come persone, scoprendo cose su di sé che non avremmo altrimenti conosciuto.

 

Concludendo, se non si è scelto nel modo più corretto il luogo in cui trasferirsi, acquistare un biglietto di sola andata può rappresentare un salto nel buio. Ad ogni modo, che si tratti di una situazione temporanea o di un trasferimento per sempre, ciò che viene ogni volta garantito è il nostro arricchimento interiore.

 

Roberto Stanzani

info@ilmioeden.it

 

 

 

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