5 giorni di galera e 2 di semi-libertà

La vita dell’occidentale medio, nella realtà dei fatti, si risolve in 5 giorni di galera e 2 di semi-libertà ogni settimana.

 

 

 

 

 

Cinque giorni di lavoro (più o meno duro, più o meno noioso) e due giorni di ipotetico riposo (che si risolvono nella realtà in una corsa frenetica per riuscire a fare cose che non si potevano fare durante la settimana). E così passano gli anni. Vedi invecchiare il riflesso del tuo specchio, vedi invecchiare i tuoi colleghi di lavoro, vedi formarsi e disfarsi le loro famiglie (e forse anche la tua), vedi l’azienda o le aziende in cui hai lavorato, crescere o chiudere.

 

Certo, non tutto è così grigio: da un lato il lavoro ti permette di sopravvivere: puoi pagarti l’affitto, la benzina per andare al lavoro durante la settimana e per gironzolare nel week end, ti permette di andare al supermercato a comprarti il cibo ed a comprare la sabbia per la lettiera del gatto. Non ti permette molto altro a dire il vero. Ad ogni modo sempre meglio che morire di fame.

 

Il problema è che la vita scorre incessantemente, senza soste e, quando si arriva all’età della pensione, ci si chiede se davvero non avremmo potuto fare altro.

 

Non voglio dire che dovremmo buttare tutto alle ortiche, ma potremmo quantomeno fermarci a riflettere sul vero scopo della nostra vita, che non si può risolvere in 5 giorni di galera e 2 di semi-libertà, ma potrebbe anche essere più interessante, più rispettosa di chi ci sta accanto, del nostro ambiente, del futuro degli altri.

 

Conosco molte persone che dicono che sarebbe bello poter puntare il dito su un mappamondo e dire: “parto!”. Ma, punto primo, il mappamondo non è stato fatto per poter rispondere a tutte le domande a cui vorremmo rispondesse, punto secondo, scappare non ci migliorerà di certo le cose, se non rispondiamo prima alla domanda: “come dovrei vivere la mia vita”?

 

Ebbene, sappi che per sciogliere questi due punti, ci sono tutti gli strumenti che ti servono. Tutti.

 

Il primo strumento è la curiosità. Se il mappamondo non è lo strumento giusto per dire qual è il luogo su questa terra migliore per te, ce ne sono altri che invece ti daranno le risposte che cerchi. Ci sono libri scritti da chi, come me, ha già fatto questa ricerca. “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre” è uno strumento davvero completo, anche se non è di certo l’unico: siti come Voglioviverecosi.com, Italiansinfuga.com, ma anche i meno mirati Turistipercaso.it ecc… rappresentano un grande aiuto. Cerca in rete utilizzando le parole chiave “trasferirsi all’estero”, “una vita migliore” ecc.. e riuscirai a reperire molte delle informazioni che cerchi.

 

Il secondo punto, quello in cui dovresti trovare risposta alla domanda “come dovrei vivere la mia vita”, parte da te stesso ed arriva agli altri. Mi spiego meglio: prima di tutto, ciò che dovresti fare è prenderti un po’ di tempo per pensare alle persone che davvero stimi. Quelle per cui hai grande rispetto e verso cui ti senti davvero trasportato. Non sto parlando del timore reverenziale che potresti avere per il tuo datore di lavoro, per il poliziotto con la pistola o per il politico potente. Dovresti raccoglierti in te stesso, farti un esame di coscienza e capire quali sono le figure (vicine o lontane) per cui provi davvero grande ammirazione, nelle quali metteresti in mano la sorte della tua esistenza. Ed è proprio questo di cui si tratta: parla con loro (facile farlo con persone vicine), tenta di farlo con quelle più lontane (e che magari non conosci neanche direttamente) e se non riesci a farlo, informati meglio su di loro e sul loro pensiero. Esprimi i tuoi dubbi sulla tua vita attuale e fatti consigliare. L’obiettivo è quello di fare chiarezza sulla tua vita. Su ciò che ti renderebbe sereno e che ti metterebbe in armonia con il mondo circostante. Non è così difficile individuare le persone che stimi, sono quelle persone che, in fondo in fondo, sai essere migliori di te. Metti il tuo cuore nelle loro mani, confidati e prendi il meglio di ciò che ti diranno. La tua vita migliorerà da subito.

 

E quando saprai che indirizzo vorresti dare alla tua vita, cerca di capire se il paese dove abiti è davvero il migliore possibile o se ce ne sono altri che rispondono meglio alle tue nuove necessità ed aspettative.

 

Poi, visto che il lavoro non deve essere una schiavitù e la tua vita non può essere solo lavoro, tenta di capire anche quale potrebbe essere un modo di vivere che non ti impegni la maggior parte della giornata. Sii curioso e inizia la tua ricerca. Tanti lo hanno già fatto e con grande soddisfazione.

 

Nel mondo ci sono paesi che rifuggono il modello occidentale. Informati, informati ed informati ancora. E mi raccomando, non essere superficiale: quando deciderai di espatriare, più sarai informato e meno brutte sorprese avrai.

 

 

 

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