Archivio mensile:novembre 2013

Quali sono le più belle spiagge del mondo?

La redazione di ilmioeden.it viene in soccorso ai turisti, vacanzieri e migranti indecisi, stilando la classifica dei 10 paradisi naturali più belli, per aiutare coloro che vogliono pianificare un viaggio o per chi semplicemente vuole viaggiare con la mente ed immaginarsi sdraiato su sabbia bianca e nuotare in onde cristalline.

 

 

 

 

 

Ecco quindi la classifica delle 10 spiagge che grazie alla loro bellezza attirano i visitatori di ogni paese:

 

 

1 – Si aggiudica il primo posto nella “Top Ten” Maya Bay delle Phi Phi Inslands (Thailandia) un vero spettacolo della natura con sabbia finissima e mare limpidissimo. Un arcipelago di sei isole circondate dal Mare delle Andamane. Leonardo Di Caprio ci ha girato il film The Beach.

01 Maya Bay, Phi Phi Inslands, Thailandia

 

 

2 – Al secondo posto si posiziona Fernando de Noronha (Brasile), un arcipelago di origine vulcanica composto da 21 isole con spiagge molto speciali, incontaminate e mozzafiato. Parco Nazionale Marino, è Patrimonio dell’Umanità dell’ UNESCO.

02 Fernando de Noronha, Brasile

 

 

3 – Al terzo posto si trova Coco Beach nell’isola di La Digue (Seychelles). Tra le spiagge più fotografate al mondo, quella che trovate su tutte le pareti delle agenzie di viaggio. Il suo granito rende il luogo quasi surreale.

03 coco-beach-seychelles

 

 

4 – Il quarto posto va alla Whitehaven Beach (Australia), 7 km di spiaggia incontaminata sull’isola Whitsunday Island, ideale da Maggio a Settembre. La sua bianchissima sabbia è talmente fine che è addirittura sconsigliato portare con sè cellulari o radio per il reale rischio che vengano danneggiati.

04 Whitehaven Beach, Whitsunday Island, Australia

 

 

5 – In quinta posizione abbiamo la spiaggia di Tulum, situata nella penisola dello Yucatan (Messico) sovrastata dai resti storici dei Maya. Una cornice d’eccezione.

05 Tulum, Messico

 

 

6 – Sesto posto per Cala Luna, situata nel golfo di Orosei, in provincia di Nuoro (Sardegna). Acqua cristallina e natura selvaggia, caratterizzano il paesaggio e l’odore di una spiaggia da sogno.

06 Cala Luna, Sardegna

 

 

7 – Nella settima posizione troviamo Genipabu Beach, le famose dune di Natal (Brasile) dove è possibile cavalcare un dromedario come in un vero deserto.

07 Genipabu Beach, Natal, Brasile

 

 

8 – Ottava classificata Wineglass Bay in Tasmania. Rappresenta uno degli ambienti naturali più incantevoli d’Australia. Immerso nel Parco Nazionale del Freycinet, si tratta di una mezzaluna di sabbia bianca con mare color zaffiro circondata da cime granitiche di color rosa e grigio.

08 Wineglass Bay, Tasmania, Australia

 

 

9 – Al nono posto la Spiaggia del Navagio a Zante (Grecia), nel Mar Ionio, che con i suoi ciottoli e sabbie bianchissime è realmente pittoresca, racchiusa dalle alte pareti rocciose.

09 Spiaggia del Navagio, Zante, Grecia

 

 

10 – Per la decima posizione, infine, si ritorna in Thailandia, nell’Isola Similan, Parco Nazionale, con luoghi praticamente incontaminati per immersioni indimenticabili in acqua calda, cristallina, straripante di molteplici forme di vita animali e vegetali.

010 isola-similan-thailandia

 

 

Quale secondo te è un’altra spiaggia che potrebbe rientrare in classifica? Chiunque voglia dare il proprio contributo, può scrivere una e-mail alla redazione di ilmioeden.it (info@ilmioeden.it) indicando il nome della località e fornendo in allegato un’immagine della spiaggia. Grazie a tutti!

Scappa all’estero!

Quali sono attualmente i paesi dai quali la gente se ne va, si allontana per sempre o talvolta scappa?

Quelli da cui si fugge sono paesi che, per una ragione o per l’altra, sono stati incapaci di trattenere i propri cittadini offrendo loro presupposti di vita accettabili. L’Italia, oggi più che mai, ha messo nella condizione i propri giovani di andarsene per cercare lavoro all’estero. Il Bel Paese non è più tanto apprezzato ed il suo popolo sta sempre più diventando migrante.

Prendo a prestito una parte di un interessante post dal sito NonSoloImpresa che parla proprio della migrazione dei nostri ragazzi italiani facendone una sorta di identikit e affermando che sono “in larghissima parte giovani dai 20 ai 40 anni e, sorpresa delle sorprese, soprattutto dalle regioni del Nord, Lombardia e Veneto in primis, seguiti in rapida successione dalle regioni del Centro-Sud i cui abitanti sono forse più radicati sul territorio. Esattamente come cento anni fa. Si lascia un occupazione precaria, un lavoro sottopagato, a tempo, inidoneo a quello per cui si è studiato o che si sa fare bene“.

Ma ovviamente non solo l’Italia perde la propria gente, sono al contrario molti gli Stati che non danno più alla popolazione una speranza di vita serena e felice. La verità è che da tempi immemori i popoli hanno migrato liberamente alla ricerca di zone più idonee alla sopravvivenza, e questo è all’origine del popolamento dei continenti. E’ ormai appurato che l’uomo ha avuto origine nel continente africano ed in seguito, fino ad oggi, si è spostato verso tutte le zone del pianeta popolando il mondo intero.

Oggi si migra per vari motivi, per cercare lavoro, a causa di guerre, di cataclismi o, più semplicemente, per trovare un luogo più piacevole in cui vivere. Nella totalità, le persone che migrano, volontariamente o forzatamente, sono al momento circa 215 milioni in tutto il mondo. Questa cifra potrebbe sembrare bassa se paragonata ai circa 7 miliardi di individui che costituiscono la popolazione mondiale ma, poiché i migranti tendono a spostarsi verso un numero relativamente basso di destinazioni, essi rappresentano una percentuale piuttosto elevata della popolazione di ogni singolo paese ricevente.

Possiamo affermare che buona parte dei flussi migratori che traggono la loro origine da paesi in via di sviluppo non si dirige verso i ricchi paesi industrializzati del nord del mondo, ma verso altri paesi in via di sviluppo o tutt’al più verso paesi di recente industrializzazione. E’ qui che si riscontrano le maggiori tensioni.

Utilizzando il termine “nord” per indicare il mondo industrializzato ed il termine “sud” per riferirsi al mondo in via di sviluppo, si può affermare che un terzo dei migranti nel mondo si sposta dal nord al nord, un altro terzo dal sud a sud e il terzo rimanente dal sud al nord. Il flusso di popolazioni africane ed asiatiche, iniziato negli ultimi decenni del 20° secolo, che preme verso i paesi europei, così come in direzione dell’America del Nord e del’Australia, è tuttora presente ed anzi in aumento. La ragione principale di questa migrazione è la ricerca di lavoro.

Un altro flusso molto attivo è quello alimentato da conflitti civili e religiosi verificatisi nel nord Africa, che sta portando migliaia di persone a migrare verso l’Europa. Inoltre, é sempre presente e non dà segnali di diminuzione la migrazione proveniente dalle nazioni più povere dell’Est Europa (zona dell’ex Blocco Sovietico) verso quelle più sviluppate dell’Ovest Europeo.

Abbiamo voluto estrapolare dall’e-book “Eden trova il Tuo Paradiso Terrestre”, la mappa mondiale dei fenomeni migratori. Grazie ad essa è possibile comprendere quali siano oggi i paesi dai quali la gente, per qualche motivo non pienamente soddisfatta, se ne va.

Un fatto molto curioso è che, contrariamente a quanto si pensa, i luoghi da cui si tende maggiormente ad andarsene, sono le isole, proprio quelle isole che nell’immaginario collettivo vengono considerate veri e propri paradisi. Sono molti gli Stati insulari nei quali una percentuali più alta del 40% della popolazione decide di emigrare.

 

Mappa Migrazioni JPG

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Legenda Migrazioni

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E se domani non avessimo più energia?

L’energia è essenziale per il buon funzionamento di ogni nazione. Nello spazio di pochi decenni, si è moltiplicata esponenzialmente la quantità di elettrodomestici che usano l’energia elettrica ed a cui sempre più famiglie sono incapaci di rinunciare. In oltre si utilizza il gas naturale (come il metano) o il carbone per riscaldare le nostre case. Per non parlare poi del petrolio, fonte primaria di energia per muovere le automobili ed i camion.

Se un paese non disponesse dell’energia indispensabile per poter svolgere al suo interno tutte le attività necessarie, dovrebbe inevitabilmente rinunciare a parte delle proprie attività e del proprio benessere.

Nella realtà dei fatti, gli Stati che non riescono a produrre abbastanza energia per coprire il proprio fabbisogno, si accordano con altri Stati che invece riescono a produrne in surplus, e la acquistano da loro. Questa situazione di dipendenza da altre nazioni non è mai salutare per la propria stabilità, ed è anzi pericolosa perché mette in una condizione di subordinazione costante nei confronti del paese che fornisce l’energia.

Quali sarebbero le conseguenze se la nazione fornitrice decidesse di tagliare ogni rifornimento? Si darebbe origine al caos, con enormi ripercussioni di carattere economico-sociale. Per questo motivo, sarebbe fondamentale che ogni paese potesse contare sulle proprie risorse per creare l’energia occorrente al proprio sostentamento. Purtroppo, non tutti gli Stati riescono ad essere autosufficienti dal punto di vista energetico e consumano più di quello che producono.

Quali sono le nazioni che non riescono a produrre l’energia che occorre loro, ed invece quali sono quelle autosufficienti? Per rappresentare chiaramente la situazione di ogni paese è stata estrapolata dall’e-book “Eden, trova il Tuo Paradiso Terrestre” la mappa mondiale dell’ autosufficienza energetica. Attraverso questa mappa è possibile sapere in che misura ogni singola nazione dipenda da altre nazioni per il proprio approvvigionamento di energia, o al contrario risulti autosufficiente (perché riesce a produrre tutta l’energia che le necessità). Inoltre, è possibile sapere quali sono i paesi che, oltre ad essere autosufficienti, producono addirittura un surplus di energia che esportano, ricavandone un guadagno. Se stai cercando un Eden che abbia un’economia stabile per il presente e per il futuro, ti sarà molto utile sapere se è in grado di essere autosufficiente dal punto di vista energetico.

 

Mappa Autosufficienza Energetica Medium Res C
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Legenda Autosuffiecienza Energetica
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